Giardini interiori

“ La caduta delle foglie, la paralisi della vita durante l’inverno, lo schiudersi dei germogli, il movimento dell’acqua tra le rocce. Sono tutte esperienze che anche l’individuo fa, solo che le esprime con i concetti complessi della psicologia, mentre il giardino le esprime con il linguaggio della natura.”

J. Hillman

Giardino di Claude Monet a Giverny

Momenti emblematici del percorso di vita e del mondo interno di ogni individuo. La possibilità che questo possa avvenire in modo naturale e spontaneo è legato alla qualità del terreno su cui si è coltivato. A volte infatti può capitare di incontrare difficoltà nel fiorire nuovamente, dopo un rigido inverno, rimanendo bloccati in uno stato emotivo particolare o affettivamente congelati. Entrambe le condizioni ci segnalano un grande impegno difensivo della nostra psiche per mantenersi in equilibrio in una difficoltosa realtà. La vita sembra proseguire a stento, permanendo in uno stato embrionale di inespressività, le esperienze negative ripetersi, un senso di vuoto e di mancanza di significato insinuarsi in modo sempre più consistente. Momenti in cui l’individuo può prendere contatto con la difficoltà di germogliare sul terreno arido in cui ha affondato le proprie radici. Proprio come le natura ci insegna che è necessario un terreno fertile, nutrimento e luce per poter sbocciare e sopravvivere all’inverno, alla nostra anima potremmo allora offrire la possibilità di essere ospitata in uno spazio vitale, in cui la cura necessaria è tangibile nell’attenzione per i bisogni autentici, a partire proprio dal loro riconoscimento: elementi essenziali che alimentano la capacità di sopravvivere a condizioni sfavorevoli ed impervie, la solidità, il coraggio di esprimersi e di essere autenticamente se stessi.. e allora il movimento e la continuità dell’esperienza possono riattualizzarsi e l’individuo torna a fiorire ancora.

Coltiviamo giardini interiori, l’anima come il giardino richiede cura: attenzione, premura, bellezza.

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