A cosa serve l’Analisi?

L’analisi serve ad avere una visione della propria realtà nascosta, del centro vitale di sé che, non riconosciuto nel suo valore identitario, condiziona ampiamente i comportamenti e produce quei sintomi psicosomatici che in genere motivano la richiesta di analisi. Si parte dai sintomi per esplorare quel labirinto che la psiche è in se stessa e per uscirne con un sovrappiù di senso e di visione che approfondiscono e ampliano la conoscenza di sé e, per naturale estensione, del mondo.

I sintomi recedono per amplificazione simbolica, non per riduzione materialista.

I poli dell’analisi sono due: la ricerca delle cause nascoste del malessere, bloccate tra le trame del romanzo familiare e nondimeno la ricerca delle possibilità di espressione e di autodeterminazione che la psiche ha ancora in serbo e che non erano state viste esattamente come non erano stati visti i danni. Nella sua accezione più generale, ma anche più essenziale, l’analisi è un processo di trasformazione che paradossalmente fa tornare l’Io cosciente al proprio nucleo essenziale, quello che per varie ragioni, legate per lo più a richieste inadeguate dell’ambiente, è stato tradito, non visto, non riconosciuto.

Carla Stroppa

In fondo la psicoanalisi nella profondità del suo sguardo e, al contempo, nel calore di una relazione sicura, offre sì un percorso che collateralmente cura il sintomo, ma essenzialmente svela, ripara e restituisce il valore del proprio Sè e il vitale significato della propria esistenza.

Lascia un commento